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Fig. 1 Carta dei Gipsotoponimi

Toponomastica del gesso

I depositi evaporitici affioranti in Sicilia ascrivibili alla Formazione Gessoso-Solfifera (o Graben) con la sua piena stratificazione di zolfo, sale, gesso (oltre che tripoli, calcari, argille) non potevano che riflettersi anche nella toponomastica (Fig. 1). I nomi di luogo, infatti, hanno assorbito questa specificità geologica e l’hanno rappresentata linguisticamente sin dall’antichità. Nelle aree interessate dalla stratificazione si incontrano sia gipsotoponimi ufficiali (e quindi entrate nelle carte IGM, nei catasti, nelle mappe di qualsivoglia tipologia e fine) che gipsotoponimi popolari e dialettali non sempre registrati. Un toponimo come Gessolungo, a Caltanissetta, non è soltanto il nome di una sotterranea miniera di zolfo, ma anche di un evidente costone gessoso che svetta in superficie. Se si sfoglia il Dizionario Onomastico della Sicilia di Girolamo Caracausi (2 voll, CSFLS, Palermo, 1993) si troverà una contrada Gesso in diverse aree siciliane, Gessi caduti a Racalmuto, Jìbbisu a Lentini, Jissàra invece si riscontra a Noto. Ma quando si indaga il territorio avvalendosi di anziani, contadini, pastori, cacciatori, i gipsotoponimi si affastellano in decine di denominazioni inedite. Si prenda il toponimo Peṭṛa di casa registrato a Montemaggiore Belsito (Pa) e chiaramente  riconducibile alle pietre di gesso usate per l’edilizia; oppure Cuozzu bbiancu un rilievo gessoso madonita in territorio di Geraci Siculo (Pa); Piṛṛeri d’Aiuzzu in contrada Marano a Pietraperzia (En); Carcara di li Cucchiera, una fornace di gesso appartenente ad una famiglia avente per soprannome ‘cocchieri’ registrata a Sutera (Cl); Bbuttafocu per una contrada interessata a cave e fornaci a Lucca Sicula (Ag); Bbalati di Gèniu per una cava di gesso proprietà di un certo Eugenio a Santa Elisabetta (Ag); Pòiu carcari a Raffadali (Ag); o, ancora, Issa per indicare le cave di gesso presenti in una zona di Canicattì (Ag); o, infine, Tana û spècchiu, una parete di gesso alabastrino nei pressi di Porto Empedocle (Ag). Chi ha abitato e vissuto in questi luoghi non ha potuto che indicare la particolare salinità dell’acqua negli idronimi (ess: Salito, Salso, Halikòs, l’antico nome del Platani) o l’odore putrescente delle sorgenti solforose (Mìntina). In assenza, dunque, di studi geologici, nella toponomastica si è addensata una conoscenza dei luoghi, dei minerali e della composizione di questa particolarissima e ampia area della Sicilia.

Testo di M. Castiglione tratto da M. Castiglione, Parole e strumenti dei gessai in Sicilia. Lessico di un mestiere scomparso, CSFLS, Palermo 2012

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