Il gesso nell’architettura rurale
Agli inizi del Seicento, lo stato nisseno comprendeva complessivamente 42 feudi, distribuiti su un’area di 724.12 aratati. Tra questi compare il feudo Cicuta Nuova di 14.2 aratati, appartenuto ai Moncada e acquisito dalla famiglia Testasecca nella seconda metà dell’Ottocento (Figg. 1-4). Qui vi era situata una grande masseria con doppia corte delimitata da fabbriche le cui strutture denotano l’uso diffuso del gesso. Le coperture sono realizzate prevalentemente con struttura portante lignea, disposta alla lombarda con le travi appoggiate sui muri a timpano. Chiodati sulle travi vi sono ginelli o mezzi ginelli, disposti a distanza regolare, tra i quali è ancora distinguibile un massetto in gesso di circa 4 cm di spessore. Non mancano resti di coperture a cannizzata con canne intere disposte parallelamente tra loro, poste sopra la travatura principale con un sottile strato di malta in gesso sulla superficie estradossale finalizzato a conferire maggiore rigidezza e protezione alla struttura. Il tegolato in coppi siciliani era disposto direttamente sull’estradosso. L’edificio principale della prima corte è costituito dal palazzetto padronale. Il suo prospetto principale presenta una muratura in pietrame ricoperto da intonaco di gesso. Il rivestimento è realizzato con una malta piuttosto grezza e sono chiaramente visibili cristalli di piccola e media dimensione.
Il complesso architettonico di Marcato d’Arrigo domina parte del corso del fiume Salso che attraversa la vallata delineata da Monte Grande. Le iniziali informazioni risalgono alla prima metà del Settecento, quando vennero eseguiti alcuni lavori nei magazzini per la realizzazione di una pavimentazione in gesso. Si tratta di una masseria riconducibile alla tipica struttura a corte. Le sue murature sono in pietrame sbozzato ricoperto da intonaco di gesso dall’aspetto rustico; sono ancora individuabili le tracce della lavorazione a quadranti dovuta alla velocità di presa della malta. L’abitazione padronale, che fronteggia l’ingresso, è segnata in facciata nella fascia mediana da altana-torretta. Essa è nobilitata da lavorazioni ad intaglio nelle mostre delle finestre e nelle cornici modanate a bastone, quest’ultime elaborate su modelli gotica-catalani. A rimarcare l’influsso delle architetture neocarnilivaresche e dei neostili di fine Ottocento, si evidenziano l’apertura bifora del terzo livello, la presenza di doccioni scolpiti e il coronamento della facciata con una balaustra merlata.
Un’altra masseria legata alla famiglia Lanzirotti è quella situata nelle vicinanze del borgo rurale di Canicassè. Il corpo principale del complesso architettonico è costituito dall’abitazione padronale disposta direttamente sul lato di accesso al complesso dominato all’interno da una corte quadrilatera. Il prospetto è ingentilito dal portale in conci di pietra calcarea intagliata, sormontato de un balcone. Al pian terreno vi sono magazzini e depositi delimitanti la corte, il cui accesso avviene mediante un portale ad arco che immette in un vasto sottoportico voltato. In questo vestibolo, addossate alle pareti, si trovano le ticchiene ovvero delle sedute rustiche, realizzate in muratura e ricoperte da malta di gesso, adibite al riposo e alla sosta dei lavoratori stagionali. Al piano nobile vi si accede direttamente dal sottoportico. Tra i locali di servizio, si conservano il trappeto per la molitura delle olive. Vi si accede dalla corte interna ed è preceduto da un piccolo ambiente caratterizzato da una scala, sostenuta da un arco rampante e realizzata in muratura di gesso, che immette in un abbiente ammezzato
Sintesi di P. Dinaro tratto da L. Torregrossa, Il gesso nella trattatistica d’età moderna e nell’architettura rurale della Sicilia centrale, in A. Campanella, M. Castiglione, G. Giugno (a cura di), La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, Lussografica, Caltanissetta 2025
Fig. 1 Masseria Cicuta Nuova, abitazione padronale (Foto di L. Torregrossa)
Fig. 2 Masseria Cicuta Nuova, resti di un solaio con impalcato di ginelli e massetto di gesso (Foto di L. Torregrossa)
Fig. 3 Masseria Cicuta Nuova, particolare del vuoto estradossale della volta (Foto di L. Torregrossa)
Fig. 4 Masseria Cicuta Nuova, volta realizzata in pietrame e malta di gesso. Dettaglio dell’imposta con controvolta di rinfianco (Foto di L. Torregrossa)
