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FINALITà EDUCATIVE E TUTELE DEGLI AMBIENTI GESSOSI

Gli ambienti gessosi della Sicilia godono attualmente di una serie di tutele che derivano dalla normativa di cui la Regione si è dotata. Infatti, in ottemperanza alle Leggi Regionali n. 98/1981 e n. 14/1988 ed al conseguente Piano Regionale dei Parchi e delle Riserve (D.A. 970/1991), sono state istituite, tra il 1995 e il 2000, 12 riserve naturali che tutelano aree interessate dalla presenza di aspetti geologici, geomorfologici e speleologici riconducibili al carsismo dei gessi, variamente distribuite nelle aree di affioramento delle rocce evaporitiche, che sottopongono a tutela un’area complessiva di circa 40 km2. Grazie al recente recepimento da parte della Regione Siciliana della normativa nazionale sui geositi, inoltre, anche l’istituzione di tali forme di protezione concorrerà all’incremento delle aree sottoposte a tutela. A queste si aggiungono gli affioramenti di gesso delle Petralie, che ricadono nell’area del Parco delle Madonie, nonché le aree tutelate dal Geopark Rocca di Cerere, che comprendono anche il Parco Geominerario di Floristela. Inoltre, il Museo Geologico Gemmellaro, dell’Università degli Studi di Palermo, ha allestito una intera sala (Sala dei cristalli) dedicata all’illustrazione della Crisi di Salinità miocenica attraverso l’esposizione di una collezione di minerali Serie gessoso-solfifera integrata da pannelli e ricostruzioni tridimensionali. Infine, il Museo Mineralogico e Paleontologico della Zolfara di Caltanissetta, annesso all’Istituto Minerario Sebastiano Mottura, ospita al suo interno una ricca collezione di minerali e fossili, e un’esposizione permanente dedicata alla tecnologia mineraria per l’estrazione dello zolfo in Sicilia.

L’esistenza delle aree protette sopra indicate ha costituito in questi decenni un fondamentale strumento di salvaguardia di luoghi e ambienti di eccezionale interesse scientifico e didattico-culturale che, integrato dalle esposizioni dei musei, ha svolto anche un insostituibile ruolo non solamente di educazione ambientale ma anche di conoscenza di una pagina recente della storia della Sicilia. Al fine di salvaguardare e valorizzare ulteriormente questo patrimonio, sparso in un areale estremamente vasto e gestito da più soggetti, è subito emersa tra gli operatori del settore e gli studiosi interessati, la necessità di creare un organismo che potesse coordinare le diverse iniziative intraprese e proporre attività comuni, tra le quali anche la creazione di nuove aree protette. La Regione Siciliana, nell’aderire alle pressanti richieste degli enti gestori delle riserve e del mondo scientifico, con Decreto dell’Assessorato del Territorio e Ambiente del gennaio 2012, ha istituito la “Rete delle aree protette ricadenti in territori con presenza di rocce evaporitiche”, con la partecipazione di tutti gli enti interessati,  finalizzata a  rappresentare un  punto di riferimento programmatico e scientifico collegiale permanente”; dopo la sua istituzione, tuttavia, l’esistenza della Rete sembra caduta nell’oblio senza che abbia mai realmente  operato. L’auspicio è che tale organismo, proprio per la sua insostituibile funzione di programmazione e coordinamento, venga finalmente, e rapidamente, messo nelle condizioni di poter operare per svolgere quel ruolo per il quale è stato creato, contribuendo alla salvaguardia ed alla fruizione di un patrimonio naturalistico e storico di eccezionale interesse non solamente per la Sicilia, ma per l’intera area mediterranea.

Testo di P. Dinaro tratto da saggio di V. Agnesi, La Serie Gessoso Solfifera con uno sguardo all’area agrigentina, in A. Campanella, M. Castiglione, G. Giugno, (a cura di), La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, Lussografica, Caltanissetta 2025

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