Santa Elisabetta
Etnico
Elisabettèse
Comuni confinanti
Aragona
Joppolo Giancaxio
Sant’Angelo Muxaro
Altitudine
457m s.l.m.
Abitanti
2137
Nel territorio di Sant’Elisabetta, il Monte Cheli è uno spettacolare affioramento con interesse primario riconducibile alla presenza di cristalli giganti di gesso con origine sedimentaria. Il sito consente di esplorare le residuali 42 antiche tombe intagliate nei gessi e talune di queste presentano una forte inclinazione dovuta alle pieghe sedimentarie. Vi si possono studiare anche due ipogei, piccole camere con molti loculi scavati all’interno, che ad oggi non hanno dati di scavo. Altra emergenza naturalistica di notevole interesse geologico e archeologico è il Monte Checco. Si tratta di una dolina gessosa di m. 692 s.l.m. che conserva piccoli nuclei di tombe, sul versante sud-ovest e est. Il versante nord è bagnato dal Vallone Margio Paolino, area ricchissima d’acqua che consentì insediamenti a lungo termine, dalla preistoria all’età medievale.
Monte Guastanella si configura come una dolina gessosa culminante a m. 609 s.l.m., pochi chilometri a nord ovest di Monte Cheli e Monte Comune. Si tratta di un sito naturalmente fortificato, difficilmente accessibile per il ripido pendio dei versanti meridionali e occidentali, caratterizzati da pareti a picco. Il sito presenta tracce di frequentazione preistorica. Oltre ad una grotta naturale di origine tettonica sono presenti due tombe a grotticella. All’estremità sud-occidentale della cresta si osservano resti di una struttura rettangolare di m. 10 x 5 costruita con pietre di gesso e malta, con un muro perimetrale che giunge ad un’altezza massima di m.1. Sulla sommità vi insistono i resti di mura di fortificazione, di una torretta, cisterne, vani ipogei e locali.
Testo di Marina Castiglione tratto da D. Gullì, S. Luglio (a cura di), Percorsi geo-archeologici a Santa Elisabetta. Dai cristalli giganti di Monte Cheli alla fortezza di Monte Guastanella, Regione Sicilia, Palermo 2021.
