Raffadali
Etnico
Raffadalese
Comuni confinanti
Agrigento
Joppolo Giancaxio
Santa Elisabetta
Sant’Angelo Muxaro
Altitudine
420m s.l.m.
Abitanti
12140
Tra le varie fasi di lavorazione del gesso, quella del fuoco era molto delicata: occorreva sorvegliare la temperatura e i tempi di cottura. Quando la cottura era stata ultimata, si procedeva al raffreddamento e infine alla polverizzazione delle pietre di gesso. Il fuoco veniva prodotto nella parte inferiore della carcara, dove veniva costruita appositamente una camera di combustione, ma la forma ovoidale della carcara favoriva una distribuzione uniforme del calore, che permetteva la calcificazione anche delle pietre poste in alto. Un addetto specializzato – u luparu – si occupava della corretta esecuzione di tali operazioni di cottura.
(Testo elaborato da A. Campanella, La melagrana e il lupo: un’inchiesta linguistica sulla sapienza dei gessai, in «Dialoghi Mediterranei» n. 75 del 10 gennaio 2025, https://www.istitutoeuroarabo.it/DM/la-melagrana-e-il-lupo-uninchiesta-linguistica-sulla-sapienza-dei-gessai/)
La testimonianza dell’informatore è utile perché vi si fornisce un’indicazione operativa che dà luogo anche a una precisa similitudine: le pietre devono diventare incandescenti e rosse come una melagrana. Solo allora esse saranno ritenute pronte per il successivo raffreddamento. Infine, le pietre raffreddate venivano sbriciolate in polvere per mezzo di apposite mazze.
Ⓣ Quando poi si famiava [si scaldava il forno (VS/II, p. 14)] con la paglia, c’era allora si potevano fare diciamo il cinquanta per cento di gesso. Poi hanno visto che c’era il cinquanta per cento si ccidava oltre due ore tre ore di fuoco con la paglia e il colore nella mentalità dell’uomo si formava col colore della pietra che la pietra si faceva un colore della… granatu. U granatu comu si chiama? [Come si chiama in italiano u granatu?] Melagrana. E ma ppi diri il colore della melagrana, dugranatu. […] otto ore, dieci ore, secondo la carcara quanto era di grandezza: se era più piccola, otto ore cci bastava; se era più grande, dieci ore (S. G.).
Ⓣ Quando aveva questo colore, allura si smetteva di cuocere e si buttava fuori i ferri lunghi, i paletti chiamati. Si andava di sopra che di fuoco si cci dava di sotto e poi di sopra si chiudeva con un masso rotondo… chi cci possu diri? [Che cosa potrei dirle?] era un masso che aveva la forma di buttare giù, questo masso, e poi si andava coi paletti lunghi e si facevano cascare a poco a poco fino che andava tutto dentro la carcara. Di sopra si cci ma… con i martelli si facevano rompere le pietre grosse, ma erano cotte però. Ma per fare la tettoia tutta para si cci metteva la copertura di pietra tutta macinata dalla… di lu sterru chi faciva la pietra e si chiudeva tutto. Si faceva stare ventiquattro ore e si poteva macinare con i martelli la pietra e si faceva il gesso con questi martellae era chiamato gesso (S. G.).
