L’uso del gesso in ambito mediterraneo
L’impiego di malte di gesso o in generale l’uso del gesso in edilizia non caratterizza solamente le costruzioni tradizionali siciliane, ma anche altre aree italiane in ragione della presenza di grossi bacini di depositi gessosi (Fig. 1). In Italia, studi sull’uso del gesso nell’edilizia storica sono stati condotti soprattutto in Piemonte ed Emilia-Romagna e, in parte, per l’Abruzzo, non in maniera specifica, ma quale componente delle tecniche costruttive storiche. Nell’analisi dei campioni di malte storiche di gesso è costante la presenza di frammenti cristallini anidri (grani selenitici), presenti come aggregati internamente alla malta di gesso, macroscopicamente visibili. Questa caratteristica è presente nelle malte tedesche, piemontesi, bolognesi, e spagnole (Valencia e Saragoza).
La caratteristica riscontrata conferisce alle malte una buona plasticità, per l’abbassamento della quota in polvere presente, rispetto alla percentuale d’acqua d’impasto, garantendo alla malta finale una buona lavorabilità anche con rapporti apparentemente bassi di legante/acqua (100/40) considerati ottimali per la resa finale del prodotto. Numerosi sono gli studi sulle malte di gesso in Spagna, dove i rivestimenti in gesso in esterno sono presenti in molte città storiche delle seguenti regioni: Catalogna; Comunità Valenciana; Murcia; Andalusia. L’uso di questo materiale in Spagna è molto antico. Se ne trova impiego già in epoca romana nei pavimenti e nei rivestimenti interni, con maggiore diffusione nel periodo islamico (VIII -XII sec.) e mudejar (XII-XVI sec.). In ambito mediterraneo, a Cipro, si rileva l’uso di malte in gesso nell’architettura storica sin dall’epoca neolitica. Un’altra area di diffusione delle tecnologie in gesso è costituita dalla Francia, in cui il materiale ebbe larga diffusione dal XIII secolo sino all’inizio del XX. In Germania, l’uso di malte di gesso, di Anidrite e di calce nelle costruzioni è documentato soprattutto in alcuni edifici religiosi medievali in muratura di mattoni come malte di allettamento, mentre nelle coeve strutture secolari venivano impiegate malte di calce.
La maggiore diffusione di malte miste di gesso e calce nelle strutture religiose è attribuita alla necessità di una maggiore resistenza per le strutture portanti speciali presenti. Infine, anche in Polonia, l’uso storico di malte di gesso è stato rintracciato soprattutto nei rivestimenti pavimentali, laddove esistono numerosi giacimenti di questo materiale, cioè a Sud nella valle di Nida, presso Wislica.
Sintesi di P. Dinaro tratta da M.T. Campisi, L’uso delle malte di gesso nell’architettura storica in Sicilia. Studi ed esperienze per la conoscenza e la conservazione. Esperienze italiane ed europee, in A. Campanella, M. Castiglione, G. Giugno (a cura di), La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, Lussografica, Caltanissetta 2025
Fig. 1 Distribuzione dei sedimenti evaporitici messiniani, carta pubblicata su Marine Geology, The Messinian Salinity Crisis: Past and future of a great challenge for marine sciences.
