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Fig. 1 Pianta di Petrosedum ochroleucum subsp. mediterraneum in fioritura (Ph A.A. Falci)

Fig. 2 Pianta di Diplotaxis harra subsp. crassifolia in fioritura (Ph A.A. Falci)

Fig. 3 Pianta di Erysimum metlesicsii in fioritura (Ph A.A. Falci)

Flora gipsicola

La Sicilia è ricca di affioramenti di gesso, presenti in particolare nella provincia di Agrigento, ma anche nelle province di Caltanissetta ed Enna, e in misura minore anche nelle province di Trapani, Palermo, Catania, Messina. Essi appartengono ad una formazione geologica nota come “serie gessoso-solfifera”, che si fa risalire a circa 6-5 milioni di anni fa (Messiniano) e che comprende depositi di gesso, calcari solfiferi, salgemma e altri sali in quantità inferiore. Da un punto di vista geologico il gesso è un minerale, ma chimicamente è un sale: si tratta per l’esattezza di solfato di calcio bi-idrato. Le rocce gessose possono avere vari aspetti, a seconda che il gesso si presenti in forma macrocristallina, microcristallina, o risedimentato. I suoli che si formano sul gesso sono tra i substrati estremi più diffusi al mondo e, a causa della loro peculiare composizione chimica, presentano anche stress nutrizionali per le piante. L’elevata concentrazione di ioni Calcio e Solfato nella soluzione del suolo si traduce in una diminuzione della disponibilità di nutrienti e, di conseguenza, in un diminuito assorbimento di Potassio, Fosforo e Ferro da parte delle piante, e all’aumento della concentrazione fogliare di Calcio e Zolfo nella maggior parte delle piante. Le specie e le comunità vegetali che crescono sul gesso forniscono un chiaro esempio della stretta relazione esistente tra suolo e piante e vengono definite specie “gipsofile” o, con un sostantivo, gipsofite e hanno sviluppato strategie di tolleranza fisiologica per far fronte all’eccesso di Calcio, Zolfo e Magnesio e alla scarsa disponibilità di Azoto, Potassio e Fosforo nel terreno. Le specie che si trovano sul gesso possono quindi essere classificate in: gipsofite esclusive (non vivono al di fuori dei substrati gestosi se non accidentalmente); gipsofite preferenziali (specie con grande preferenza per il gesso e che si ritrovano raramente al di fuori di questo substrato); specie gipsovaghe (possono essere abbondanti sul gesso sebbene possano essere anche più frequenti su altri tipi di substrato). Le gipsofite mostrano generalmente una composizione fogliare unica, con un notevole accumulo di nutrienti in eccesso provenienti dai terreni gessosi negli organi epigei. Di conseguenza, le gipsofite presentano concentrazioni fogliari più elevate di Zolfo e Magnesio e concentrazioni di Potassio inferiori rispetto alle gipsovaghe. In Sicilia solo quattro specie possono essere definite gipsofite in senso stretto: la Plantaginaceae Chaenorhinum rupestre (Guss.) Speta, le Crassulaceae Sedum gypsicola Boiss. & Reuter subsp. trinacriae Afferni e Petrosedum ochroleucum (Chaix) Niederle subsp. mediterraneum (L.Gallo) Niederle, la Poaceae Festuca gypsophila Hack. Di queste, l’ultima non è stata più ritrovata in tempi recenti. In Sicilia è rimasto un relitto di querce sempreverdi (Quercus ilex) sui suoli gessosi nel territorio di Mazzarino (CL) a Monte Gibliscemi-Valle dell’Aquila, dove è presente un interessante lecceto, che necessiterebbe di una rigorosa protezione. Ai sensi della Direttiva Europea 92/43 e per una loro migliore tutela, gli habitat gessosi italiani potrebbero essere inclusi nell’Habitat 1520* (“Steppe gessose iberiche”), estendendone l’attuale definizione nel Manuale di interpretazione degli habitat, anche con l’aggiunta delle gipsofite vascolari e briofitiche italiane. (Figg. 1-3)

Sintesi di P. Dinaro tratta da A. Troìa, A.A. Falci, La Flora Gipsicola: le piante selvatiche che crescono sui gessi, in A. Campanella, M. Castiglione, G. Giugno (a cura di), La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, Lussografica, Caltanissetta 2025.

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