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Sant'Angelo Muxaro

Etnico

Santangelesi

Comuni confinanti

  • Agrigento

  • Alessandria della Rocca

  • Aragona

  • Casteltermini

  • Cattolica Eraclea

  • Cianciana

  • Raffadali

  • San Biagio Platani

  • Santa Elisabetta

Altitudine

335m s.l.m.

Abitanti

1156

In Sicilia, uno dei sistemi ipogei di maggiore interesse idrogeologico, geomorfologico e naturalistico è la Grotta di Sant’Angelo Muxaro, localmente detta “Grotta Ciavuli”. A tutela di questa area carsica, con D.A. 806/44 del 28 dicembre 2000, è stata istituita La Riserva Naturale Integrale “S. Angelo Muxaro”, affidata in gestione a Legambiente Sicilia. L’area protetta, estesa complessivamente circa 21 Ha, è suddivisa in:

– zona A di riserva, coincidente con lo sviluppo ipogeo (per una lunghezza totale di circa 1,7 Km) e, in superficie, con l’ingresso principale della Grotta di Sant’Angelo Muxaro e con l’Inghiottitoio Infantino immediatamente ad ovest di questo, ubicati entrambi lungo il versante meridionale del colle Sant’Angelo Muxaro;

– zona B di preriserva, che tutela parte del bacino idrografico che alimenta la cavità carsica. La riserva ricade all’interno di un’ampia area di interesse archeologico; per questo motivo vige sulla quasi totalità dell’area protetta, ad eccezione dell’estremità meridionale, un vincolo archeologico.

La riserva tutela solo una piccola parte della valle cieca che alimenta il sistema ipogeo; resta altresì esterna all’area tutelata, oltre alla risorgenza, una terza depressione (ubicata ad ovest dell’Inghiottitoio Infantino, in prossimita di Casa Paci), alimentata da un piccolo impluvio.

Le prime esplorazioni speleologiche e l’attività di ricerca in questo sistema, escludendo le segnalazioni del geografo Olinto Marinelli, sono cominciate tra la fine degli anni Ottanta e la metà degli anni Novanta. https://orbs.regione.sicilia.it/aree-protette/riserve-naturali-siciliane/129-riserva-naturale-grotta-di-sant-angelo-muxaro.html

Un certo interesse botanico rivestono le formazioni erbacee naturali e seminaturali presenti sulle pendici del rilievo gessoso e nel comprensorio di Sant’Angelo Muxaro, alcune delle quali riconducibili ad habitat di interesse comunitario ai sensi della Direttiva 92/43 CEE. Un elenco preliminare degli habitat e delle specie presenti nel comprensorio dell’area di riserva è stato stilato intorno al 2004 e ha permesso di evidenziare la presenza di: testuggine palustre di Sicilia (Emys trinacris), Quercino (Eliomys quercinus), popolamento di Chirotteri, falco Lanario (Falco biarmicus), la Coturnice di Sicilia (Alectoris graeca whitakeri).

All’interno del perimetro urbano sono degni di attenzione nella Chiesa Madre i riquadri di uno splendido paliotto dalla struttura marmorea, realizzati in scagliola intarsiata, ascrivibile allo stile carpigiano e della Valle Intelvi.

Testo di M. Castiglione tratto da D. Gullì, S. Lugli, R. Ruggieri, Rita Ferlisi (a cura di), Geoarcheogypsum2019. Geologia e Archeologia del gesso. Dal lapis specularis alla scagliola, Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana. Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, 2018

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