Favara
Etnico
Favarese
Comuni confinanti
Agrigento
Aragona
Castrofilippo
Comitini
Grotte
Naro
Racalmuto
Altitudine
338m s.l.m.
Abitanti
31601
Nel comune di Favara, si sviluppa il sito di Masseria Giglia: esso consente di individuare sul campo le diverse fasi che dal fronte di cava conducevano alla calcara di gesso (Fig. 1). In prossimità di questa, sorge la solita casetta monovano con tetto a una falda e con gli apprestamenti per la gestione degli animali da stalla e per la cottura dei cibi. Accanto all’abitazione è stata impiantata una fossa di scarico in cui è stato possibile recuperare diversi frammenti infatti della cosiddetta ceramica tipo Patti, testimoniano una fase di frequentazione da collocare tra il XVIII e il XIX secolo. Subito a ovest si scorgono i resti di una calcara troncoconica con un diametro massimo, alla base, di 5 metri. In questo caso si tratta di un forno singolo, a sezione di tronco di cilindro ubicato in posizione centrale tra diversi fronti di cava. Da qui, si osservano diversi settori in cui i blocchi venivano man mano resi sempre più piccoli per essere, alla fine, impilati nella camera di cottura.
Fig. 1 Cumuli di gesso da Masseria Giglia
Testo di P. Dinaro tratto da di L. Zambito, Il paesaggio del gesso ad Agrigento. Una prospettiva di archeologia protoindustriale, in A. Campanella, M. Castiglione, G. Giugno (a cura di), La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, Lussografica, Caltanissetta 2025
Nel centro urbano si staglia sulla piazza principale dell’abitato la chiesa del Rosario, edificata all’inizio del ‘700 e dichiarata monumento nazionale. Nonostante all’esterno si presenti con una semplice facciata a capanna ed un portale d’ingresso in pietra calcarea, l’interno stupisce il visitatore per la ricchezza dei suoi stucchi. Interessanti sono l’altare dedicato a San Giuseppe e le sculture ad altorilievo rappresentanti le Pie Donne, con al centro un pregiato crocifisso ligneo. Nell’edicola della parete absidale è collocata la statua lignea della Madonna del Rosario con San Domenico. Sulla parete sinistra del presbiterio si può ammirare un interessante affresco che raffigura la Vergine del Rosario col Bambino Gesù e ai piedi San Domenico, istitutore del Rosario come preghiera; mentre sulla parete destra è stato riportato in luce dall’ultimo restauro un affresco raffigurante l’ingresso di Gesù a Gerusalemme. Pregevoli sono il soffitto ligneo a cassettoni e il pavimento in maiolica (Fig. 1-3).
(https://www.siciliainfesta.com/da_visitare/chiese/chiesa_del_ss_rosario_favara.htm)
Figg. 1-3 Chiesa del Rosario, interno, Favara
Testo di P. Dinaro tratto da di L. Zambito, Il paesaggio del gesso ad Agrigento. Una prospettiva di archeologia protoindustriale, in A. Campanella, M. Castiglione, G. Giugno (a cura di), La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, Lussografica, Caltanissetta 2025
