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Il progetto

La via siciliana del gesso è un progetto proposto dall’Associazione di promozione sociale Alchimia, in collaborazione con Paraiba Travel, inserito nel dossier di Agrigento Capitale della Cultura 2025. Essa si propone di preservare il territorio di un’ampia area della Sicilia centro-occidentale, valorizzarlo e renderlo motore di attività turistico-culturali. Esso intende anche costituire una rete virtuosa finalizzata a mettere in relazione emergenze geologiche e culturali distribuite alla scala territoriale, con percorsi di conoscenza sulla geomorfologia e sullo sfruttamento del gesso nelle sue varie fasi, dall’estrazione alla cottura nelle carcare, dal raffinamento alla distribuzione, dall’uso nell’edilizia alle opere d’arte. Le pratiche lavorative nelle ‘Città del gesso’ segnano una traccia sul paesaggio e lo fanno diventare luogo del vivere sociale, condizione e insieme cellula d’identità. Contrada Gibisa, contrada Gibiso, contrada Issara, contrada Balate, contrada Calcarelle, via Gessai, cortile dei Gessai, borgo Gesso: la diffusione di questo minerale povero è verificabile dalla ricca macro e microtoponimia ad esso connessa. Infatti, dal punto di vista delle tracce visibili, il gesso è ancora persistente sebbene poco raccontato: lo è negli edifici dei centri storici, nelle decorazioni delle chiese, nelle costruzioni rurali, nelle tombe a tholos di Sant’Angelo Muxaro, nelle falesie a picco sul mare della Riserva Naturale di Torre Salsa, nelle costruzioni delle carcare, nello scintillio delle pareti dei karren della Riserva Naturale Grotta di Santa Ninfa. Ma lo è anche nel particolare tipo di flora gipsicola (come il Sedum ochroleucum o la Brassica villosa tinei).

L’Associazione Alchimia da anni si occupa – con l’organizzazione di convegni, il coinvolgimento degli enti locali e la pubblicazione di volumi – della rilevanza scientifica e identitaria delle peculiarità esclusive che connotano il territorio sotto il profilo geologico, paesaggistico ed etno-antropologico: il rilievo culturale dei Beni naturali sancito dal Codice dei Beni culturali e del Paesaggio (Parte terza – Beni paesaggistici, art. 131) passa, di necessità, attraverso la conoscenza. 

La geomorfologia dei territori delle Città del gesso – così abbiamo definito i centri inseriti all’interno di questo portale informatico, le cui storie rivelano ampie relazioni col minerale oggetto di studio – riveste un notevole interesse sul piano ambientale, al punto da ricevere attenzione anche sul piano normativo con interventi volti alla tutela degli ambienti gessosi superficiali e sotterranei Si rimanda alla LR. 6 Maggio 1981, n. 98 modificata e integrata dalla Legge regionale 9 Agosto 1988, n. 14 e s.m.i., sulla salvaguardia del patrimonio naturalistico che istituisce dodici riserve naturali che ricadono nei litotipi gessosi interessati da varie forme carsiche sia sotterranee presenti nelle Province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Palermo e Trapani. Altro importante strumento normativo è la LR.

11 Aprile 2012, n. 25 Norme per il riconoscimento, la catalogazione e la tutela dei Geositi in Sicilia e il relativo Decreto dell’Assessore Regionale del Territorio e dell’Ambiente 11 Giugno 2012, n. 87 che hanno determinato un Catalogo dei Geositi e un Centro di Documentazione dei Geositi, con una Commissione tecnico-scientifica. Molti dei punti e delle aree individuati come geositi di interesse ambientale sono costituiti da litotipi gessosi, per esempio quello relativo alle “Forme carsiche sui gessi di Torre Salsa in territorio di Siculiana” (Ag).

Le analisi proposte nel portale La via siciliana del gesso, che ripropone contenuti scientifici tratti perlopiù dal nostro volume La via siciliana del gesso. Tra paesaggio, architettura e cultura immateriale, rappresentano dunque il passo che precede la realizzazione di una rete volta allo sviluppo turistico su basi culturali delle aree interne della Sicilia. Appare, dunque, opportuna la proposta di una Via siciliana del gesso fondata su due livelli: uno scientifico, legato all’analisi multidisciplinare del mondo del gesso, e uno proiettato verso l’ideazione di una “strada” che congiunga aree geografiche e culturali omogenee con strumenti di divulgazione che altri territori hanno in parte già avviato. Una vera e propria rete, che, servendosi di un supporto infrastrutturale composto da ciclovie, sentieri, apparati didascalici, collezioni e musei naturalistici, testimonianze di proto-archeologia industriale (calcare), si propone di lavorare al rilancio turistico in chiave culturale e paesaggistica di un territorio ricco di potenzialità.

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